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	<title>SportMarketingNews &#187; Interviste</title>
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	<description>il punto di riferimento online per il marketing sportivo</description>
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		<title>Azionariato popolare: il caso Verona col cuore</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 14:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucaguerrasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[marketing sportivo]]></category>

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		<description><![CDATA[All’interno della rubrica “azionariato popolare” ci occupiamo, oggi, del Lucca United. Abbiamo intervistato il Presidente del Verona Col Cuore: Dott. Giampaolo Marcolini  1. Qual è la sua accezione di “azionariato popolare”? Per azionariato popolare intendo un movimento che porta a ridefinire la figura del &#8220;tifoso&#8221; ridandogli il suo ruolo centrale nel sistema Calcio, del quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno della rubrica “azionariato popolare” ci occupiamo, oggi,<strong> </strong>del Lucca United. Abbiamo intervistato<strong> </strong>il Presidente del Verona Col Cuore: Dott. Giampaolo Marcolini<em> </em></p>
<p><strong><em>1. Qual è la sua accezione di “azionariato popolare”? </em></strong></p>
<p>Per azionariato popolare intendo un movimento che porta a ridefinire la figura del &#8220;tifoso&#8221; ridandogli il suo ruolo centrale nel sistema Calcio, del quale non deve più solo rappresentare l’utente finale, sostenitore a 360 gradi del sistema che subisce, ma che può diventare il protagonista attivo e partecipe delle vicende del suo Club.</p>
<p><strong><em>2. Quali sono, secondo lei, i punti di forza e di debolezza, i rischi e le opportunità che presentano i modelli di azionariato nel mondo del calcio? </em></strong></p>
<p>L’analisi SWOT dell’azionariato popolare presenta le seguenti caratteristiche.</p>
<p><em>Punti di forza: </em></p>
<p>Va da sé che tra i punti di forza ci siano i principi ispiratori stessi dell’azionariato popolare, vale a dire: la massima democrazia nella gestione, l’assenza dello scopo di lucro e la vasta partecipazione sociale.</p>
<p><em>Punti di debolezza: </em></p>
<p>Il maggior punto di debolezza è rappresentato, in Italia, dai pregiudizi nei confronti di questa forma di assetto societario dovuti alla “non conoscenza” dei principi ispiratori del movimento e dalla difficoltà dei tifosi di riuscire a vivere il senso di appartenenza che deve accomunare tutti gli aderenti al movimento del proprio Club. Nella fase iniziale, soprattutto nei club professionistici, questo comporta, inoltre, un gap temporale tra il momento in cui serve la liquidità ed il momento in cui esiste questa disponibilità. Vincere i pregiudizi e l’abulia rappresenta il primo grande scoglio di chi intende promuovere l’azionariato popolare.</p>
<p><em>Rischi: </em></p>
<p>Non vedo rischi direttamente connessi alla gestione della proprietà di una società di calcio attraverso l’azionariato popolare.</p>
<p><em>Opportunità: </em></p>
<p>L’azionariato popolare offre una grandissima opportunità laddove non venga inteso solo come possibile ciambella di salvataggio della squadra di calcio della propria città, ma venga inteso e fatto lavorare a 360 gradi per essere di ausilio al sostenimento anche degli altri sport, diciamo minori, cittadini ed allo sviluppo delle attività sociali del territorio di appartenenza.</p>
<p><strong><em>3. Crede che in Italia ci siano solo squadre di calcio e non club? Ci fa alcuni esempi, in campo internazionale, di “veri” club? Secondo lei potremmo, e se sì in quanto tempo, “raggiungere” le best practices straniere? </em></strong></p>
<p>In Italia la parola “Club”, in teoria, è usata come sinonimo di società di calcio, ma purtroppo nella prassi il termine è millantato. Nessuna società di calcio in Italia, infatti, ha la struttura di un vero Club nella accezione che troviamo nel calcio di altri Paesi. Negli altri Stati, infatti, troviamo società che fanno della partecipazione e del coinvolgimento dei tifosi e del territorio la loro forza. Queste peculiarità si trovano in società blasonate e ricche (Barcellona, Real Madrid, ecc), ed è forte nelle piccole/medie società di calcio che traggono principalmente dai sostenitori e dal territorio la propria linfa vitale. In Spagna troviamo l’Athletic Bilbao, che difendendo i propri principi tuttora non schiera giocatori “non baschi”. In Germania l’obbligo imposto dalla legge del 50%+1 è la norma trovare veri Club, come ad esempio il St.Pauli. In Inghilterra, benché in categorie inferiori, troviamo l’AFC Winbledon risorto quest’anno al calcio professionistico ed il puro esempio rappresentato dallo United of Manchester. Quanto tempo ci metteremo a raggiungere i livelli che troviamo all’estero ? Intanto è importante che capiamo lo scenario ed entriamo nell’ordine di idee che questa può essere la via.</p>
<p><strong><em>4. Secondo lei l’attuale know how gestionale nel comparto sportivo, presente nel territorio italiano, è sufficiente per sviluppare asset strategici che guardano al futuro? </em></strong></p>
<p>La risposta non può che essere NO. Le strutture delle società di calcio in Italia si sono evolute su principi che al giorno d’oggi non possono più reggere. Oltre ottanta fallimenti negli ultimi anni ne sono la conferma. Esclusi pochi casi, dove i mezzi a disposizione sono notevoli e rinnovabili, le società, legate agli umori ed entrature del presidente/padrone, tendono a sopravvivere impossibilitati finanziariamente a fare investimenti, a livello patrimoniale, in strutture e sovrastrutture, a livello di risorse, nel coinvolgimento del territorio, ed ultimo, ma non ultimo, a livello calcistico nel settore giovanile.</p>
<p><strong><em>5. Crede, e se sì in che misura, che un modello di gestione sportivo incentrato sull’azionariato popolare possa “migliorare”, in un’ottica di medio lungo termine, il calcio italiano? </em></strong></p>
<p>A mio avviso, una società di calcio ha 3 diversi settori gestionali, che oggi in moltissime società sono accentrati nell’unica figura del Presidente: la gestione societaria, la gestione sportiva e la gestione extra-sportiva. Sono assolutamente convinto che il modello di gestione societario incentrato sull’azionariato popolare possa migliorare il calcio italiano. La gestione societaria è l’insieme delle attività economico-finanziarie ed esecutive svolte dai rappresentanti della proprietà. La gestione sportiva è quella svolta dal personale tecnico e preparato a svolgere le mansioni legate all’evento sportivo dal punto di vista organizzativo e giocato. La suddivisione netta tra queste 2 gestioni sullo stile “inglese” con la figura del General Manager, che lavora sulla base di budget e programmi condivisi con la proprietà, porterebbe sicuramente un miglioramento dei carichi degli impegni e delle responsabilità. La gestione extra-sportiva è l’insieme delle attività che vivono e ruotano intorno all’evento sportivo e dalle quali la società di calcio deve riuscire a trarre il massimo ritorno in termini di ricavi. Infatti, molti sono gli aspetti della gestione dell’extra-sportiva di una società di calcio che possono e devono essere modificati e valorizzati (marketing, merchandising, radicamento e coinvolgimento del territorio, ecc.). Ma per fare ciò la società di calcio non può essere su una torre d’avorio, ma scendere giù dalla torre e mescolarsi alla gente ed diventarne l’espressione a 360°, patrocinando e partecipando attivamente alle necessità ed allo sviluppo del territorio. E questo livello può essere raggiunto solo attraverso l’azionariato popolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luca Guerrasio</strong></p>
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		<title>Roberto Ghiretti a SMN: &#8220;Contrazione evidente degli investimenti. Per il futuro puntiamo sulle idee&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è quasi concluso il 2011, con tutte le cose positive e negative (crisi in primis) che hanno interessato il mondo dello sport e del marketing sportivo. Sportmarketingnews.com ha allora voluto fare un punto della situazione con Roberto Ghiretti, presidente dell&#8217;omonimo Studio di consulenza di marketing sportivo che ha appena compiuto 10 anni di attività, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/12/Roberto-Ghiretti-5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10573" title="Roberto Ghiretti 5" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/12/Roberto-Ghiretti-5-271x300.jpg" alt="" width="271" height="300" /></a>Si è quasi concluso il 2011, con tutte le cose positive e negative (crisi in primis) che hanno interessato il mondo dello sport e del marketing sportivo. Sportmarketingnews.com ha allora voluto fare un punto della situazione con Roberto Ghiretti, presidente dell&#8217;omonimo Studio di consulenza di marketing sportivo che ha appena compiuto 10 anni di attività, che ai nostri microfoni ha spaziato su tutti i fronti, dalla contrazione degli investimenti al <em>Far Play Finanziario</em> e alla questione stadi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La crisi ha toccato anche il settore del marketing sportivo? Com’è andato da questo punto di vista il 2011 finora?</strong><br />
La crisi è palese, si tratta di una crisi progettuale che ha investito tutti gli ambiti ed ha portato ad una diminuzione nell’investimento strategico e ad una tendenza ad acquistare spazi “tabellari” a cifre fino a qualche anno fa impensabili. Quando prodotti di livello vengono commercializzati a cifre troppo basse ovviamente tutto il mercato ne risente.<br />
Partendo da questo quadro generale, Studio Ghiretti ha mantenuto la propria posizione sul mercato riuscendo in alcuni casi ad accrescere aree di business. Fatte quindi salve queste premesse, possiamo parlare di risultati soddisfacenti, che si traducono in segni positivi nei nostri bilanci.</p>
<p><strong>Quali i settori trainanti: sponsorizzazioni, testimonial, eventi…?</strong><br />
Quest’anno abbiamo visto crescere l’area della convegnistica e della formazione di alto livello. Su tutti citiamo il corso per “Stadia Management” sviluppato in sinergia con la FIGC e XPERIOLOGY. Inoltre è di recente definizione l’avvio di un nuovo servizio dedicato alle media relation: in occasione del primo decennio di Studio Ghiretti abbiamo deciso di  investire  le nostre energie nelle digital pr, per offrire un servizio all’avanguardia nella  comunicazione web 2.0.</p>
<p><strong>La situazione italiana rispetto all’estero</strong><br />
I mercati esteri appaiono più capaci nella differenziazione dell’offerta e altrettanto, dati alla mano, sono in grado di vendere a cifre più alte i loro prodotti migliori. In Italia, invece, si tende a vendere a cifre molto più basse penalizzando così tutto il mercato.</p>
<p><strong>Gli stadi di proprietà possono dare una spinta importante alle società di calcio italiane, in deficit rispetto alle colleghe europee?</strong><br />
Sicuramente si, ma la vera domanda che ci dovremmo porre  è cosa riusciamo a fare con le strutture che abbiamo a disposizione già oggi. Riteniamo che un migliore approccio progettuale possa  portare a migliori risultati sin da subito.</p>
<p><strong>Il fair play finanziario nel calcio sarà un vantaggio o una condanna per le nostre società?</strong><br />
Come tutte le regole di buon senso, quando condivise da tutti senza eccezioni, anche il fair play finanziario può contribuire ad una soluzione all’attuale squilibrio del sistema calcistico europeo, non solo italiano.</p>
<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci nel 2012 nel settore del mktg sportivo?</strong><br />
L’augurio è che sempre più riescano ad imporsi le idee.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong><em>Domenico Fabbricini</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torna SensoriAbilis con i campioni dello sport</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 15:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campioni&Sport Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[sport marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[SensoriABILIS si prepara al suo terzo week end di eventi, schierando in campo una serie di appuntamenti unici e coinvolgenti. Il progetto, voluto da Confindustria Ancona –Turismo, e dedicato al supporto ed al miglioramento di un’accessibilità garantita a tutti, è giunto al momento clou di questa sua quinta edizione, che ha già registrato notevoli successi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_869" class="wp-caption alignleft" style="width: 125px"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2008/10/confindustria-giovaniimprenditori.jpg"><img class="size-full wp-image-869" title="confindustria-giovaniimprenditori" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2008/10/confindustria-giovaniimprenditori.jpg" alt="" width="115" height="94" /></a><p class="wp-caption-text"> XII° Trofeo Velico dei Giovani Imprenditori</p></div>
<p>SensoriABILIS si prepara al suo terzo week end di eventi, schierando in campo una serie di appuntamenti unici e coinvolgenti. Il progetto, voluto da Confindustria Ancona –Turismo, e dedicato al supporto ed al miglioramento di un’accessibilità garantita a tutti, è giunto al momento clou di questa sua quinta edizione, che ha già registrato notevoli successi fin dalla sua partenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La due giorni prenderà il via venerdì 21 ottobre, e il primo evento sarà all’insegna dello sport, attività che forse meglio di qualunque altra è in grado di unire ed integrare. Alle 10 il Pala Indoor di Ancona ospiterà le Olimpiadi di sensoriABILIS, che vedranno sfidarsi disabili e normodotati, alla presenza di numerosi campioni di varie discipline, tra cui Giovanna Trillini ed Elisa Di Francisca per la scherma, Francesca Porcellato –plurimedagliata alla Paralimpiadi e ai mondiali- per l’atletica, i giocatori della Fabi Shoes Sutor Montegranaro per il basket e la squadra della Fispic Marche di Ascoli Piceno per il torball. Condurrà l’evento il giornalista Andrea Carloni, presidente Unione stampa sportiva italiana Marche.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata proseguirà a Loreto dove, alle ore 17.30, nella sala Paolo VI in Piazza della Madonna, si terrà il convegno dal titolo “150 anni di sport e turismo per tutti”, coordinato da Ludovico Scortichini, ideatore del progetto. Interverranno nomi di prestigio tra cui: Tarcisio Pacetti, presidente Panathlon Club Ancona, Luca Savoiardi, presidente Comitato italiano parolimpico Marche, Fabio Sturani, presidente Coni regionale, Serenella Moroder, assessore regionale al Turismo ed Eliana Maiolini, assessore provinciale allo Sport.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguire, alle ore 19 nella stessa sede, ci sarà l’atteso ed emozionante momento delle premiazioni alle eccellenze che si sono distinte per l’accessibilità del loro prodotto turistico-culturale. I riconoscimenti andranno ai migliori nei settori dei servizi sanitari, enti pubblici, imprenditoria, strutture ricettive, media, associazioni e musei. Verrà premiato anche l’ambasciatore sensoriABILIS 2011, per aver saputo diffondere con successo le tematiche del progetto, e la serata si concluderà con una cena di gala.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata di sabato 22 ottobre si aprirà, invece, alle ore 9 nella sala Paolo VI a Loreto, con un incontro con gli istituti di secondo grado della provincia di Ancona, per un confronto sulla cultura dell’accoglienza, dell’ascolto e del rispetto per l’altro. Al dibattito prenderanno parte Ludovico Scortichini e Gabriele Micozzi, professore universitario a Roma e ad Ancona.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 10.30 seguirà un convegno sui sistemi turistici intelligenti, coordinato dalla giornalista Rai Silvia Vaccarezza. Porteranno le loro testimonianze numerosi operatori del settore, tra cui Roberto Corbella, presidente Associazione Tour Operator Italiani di Federturismo Confindustria, Flavia Maria Coccia, dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Carlo Maria Pesaresi, assessore provinciale al Turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla realizzazione del progetto sensoriABILIS hanno collaborato Regione Marche, Provincia di Ancona, Upi Marche, Camera di Commercio di Ancona, Comuni di Ancona e Loreto, e Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma dettagliato degli eventi è consultabile sul sito www.sensoriabilis.it.</p>
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		<title>Mondiali di Scherma, il commento del presidente Giorgio Scarso</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 15:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[sport marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[I Campionati del Mondo di Scherma Catania2011 rimarranno a lungo nei ricordi e nella storia della scherma italiana. Le 11 medaglie (4 d’oro, 3 d’argento e 4 di bronzo), con le quali si raggiunge il record de Il Cairo 1949, a cui si aggiungono le 5 (1 d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo) conquistate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2009/01/fis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1700" title="fis" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2009/01/fis-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>I Campionati del Mondo di Scherma Catania2011 rimarranno a lungo nei ricordi e nella storia della scherma italiana. Le 11 medaglie (4 d’oro, 3 d’argento e 4 di bronzo), con le quali si raggiunge il record de Il Cairo 1949, a cui si aggiungono le 5 (1 d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo) conquistate sulle pedane paralimpiche scrivono una pagina importante del libro della scherma azzurra. Ma indelebili rimarranno le mille emozioni che Catania e le pedane del Palaghiaccio hanno suscitato negli otto giorni di gara. Dalla spettacolare cerimonia d’inaugurazione sabato 8 in piazza Università, sino ai fuochi d’artificio finali che hanno salutato l’evento iridato, è stato un susseguirsi di stoccate, gioie, lacrime, vittorie e sconfitte.</p>
<p style="text-align: justify;">“Una straordinaria festa di sport e soprattutto di scherma che non dimenticheremo – commenta il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso -. Il mondo schermistico internazionale guardava con molta attenzione all’Italia ed a Catania in vista di quest’appuntamento. Ad oggi, a pedane vuote, possiamo dire che l’Italia ha risposto alla sua maniera, sia dal punto di vista organizzativo che da quello sportivo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dopo la fine di un Mondiale da record, non si può evitare di tirare un bilancio. “A chi mi chiede i numeri  – dice il Presidente federale – rispondo che l’Italia ha conquistato 16 medaglie. L’integrazione con la realtà paralimpica è anche questa! La Federazione Italiana Scherma torna a casa con la consapevolezza di aver uguagliato il numero di medaglie conquistate a Il Cairo nel 1949, ma di poter contare su un’altra miniera quale quella paralimpica, che non deve passare in secondo piano. Ma al di là dei numeri, la maggiore soddisfazione è quella di aver visto tutti gli atleti, nessuno escluso, altamente competitivi. Una stoccata subita, una ricostruzione arbitrale o qualunque altro fattore, possono influire sul singolo assalto, ma rimane la consapevolezza di poter contare su atleti capaci, ciascuno, di poter cogliere risultati importanti. Adesso – prosegue il Presidente, Giorgio Scarso – spetta a maestri, dirigenti ed a noi come Federazione, proseguire nel percorso tracciato e tornare nuovamente a lavorare con entusiasmo e dedizione verso i prossimi obiettivi. Non possiamo oggi cullarci sugli allori. Anzi, bisogna guardare già ai prossimi appuntamenti, seguendo con grande attenzione il movimento giovanile dagli under 12 sino a Cadetti e Giovani. E’ questa la chiave che permette alla scherma di rinnovare i propri successi negli anni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vertice federale, inoltre, sottolinea l’aspetto relativo alla diffusione della scherma nel territorio nazionale. “Sul podio di questi Mondiali – analizza Scarso – sono saliti atleti provenienti da tutta Italia: da Brescia come da Modica, da Frascati a Livorno, da Jesi a Napoli, dalla Liguria al Friuli. Questo attesta come, oltre alle grandi e storiche scuole, la scherma sia diffusa in tutta Italia, senza alcuna distinzione. Anche grazie a questi successi, il processo di diffusione si sta sempre più allargando, come testimoniato dal trend di crescita dei numeri relativi alle società affiliate ed ai tesserati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, i ringraziamenti. “Non posso che ribadire i miei complimenti e la gratitudine, a nome del mondo della scherma italiana, a tutti gli atleti protagonisti, ai loro maestri ed alle loro società d’appartenenza e di allenamento. Ma il ringraziamento va anche a tutto lo staff tecnico, medico ed organizzativo, oltre che alla Segreteria federale per il lavoro svolto in questi giorni intensi. Non si può non ringraziare il Comitato organizzatore, presieduto da Sebastiano Manzoni, per quanto fatto in questi anni e la cui opera è stata sublimata da questo Mondiale, così come la Regione Siciliana, le istituzioni, il Coni e tutti gli sponsor che ci sono state affianco. Sincera gratitudine anche ai tantissimi spettatori di questi giorni, che con il loro tifo hanno sostenuto i nostri atleti e, soprattutto, fatto comprendere come la scherma non sia uno sport per “pochi intimi” né tantomeno è ipotizzabile svolgere le gare in strutture inadeguate o poco attrezzate per il grane pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il grazie, infine, va anche all’Italia intera ed al mondo dei media che hanno rivolto i loro riflettori sulle pedane di Catania e sui nostri atleti, rivalutando alcuni che già da anni rappresentano al meglio l’Italia nel Mondo e scoprendo altri talenti che potranno raggiungere ancora tanti altri risultati. Ma l’attenzione mediatica è stata posta sull’intero mondo della scherma, fatto dagli atleti ma anche dai loro maestri, dagli arbitri e dai dirigenti. Questo ci inorgoglisce, ci responsabilizza e ci impegna a continuare a lavorare con intensità, serietà verso i prossimi impegni. Ad iniziare dai Campionati Europei Assoluti di Legnano2012, dal 15 al 20 giugno”.</p>
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		<title>ToroMio, l&#8217;azionariato popolare del Torino raccontato dal presidente Cavagnero</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 15:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucaguerrasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[calcio e marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing sportivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Dott. Cavagnero ci spiega la differenza tra l’azionariato cooperativistico e quello reale diffuso e, soprattutto, le motivazioni che vi hanno spinto ad orientarvi sul secondo “modello”? Nell’azionariato popolare a base cooperativa è una cooperativa che acquista le azioni e poi le azioni sono trattate secondo le regole di una cooperativa. Il valore percentuale dipende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/09/toromio-logo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9935" title="toromio-logo" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/09/toromio-logo-300x70.jpg" alt="" width="300" height="70" /></a>Gentile Dott. Cavagnero ci spiega la differenza tra l’azionariato cooperativistico e quello reale diffuso e, soprattutto, le motivazioni che vi hanno spinto ad orientarvi sul secondo “modello”?</em></strong></p>
<p>Nell’azionariato popolare a base cooperativa è una cooperativa che acquista le azioni e poi le azioni sono trattate secondo le regole di una cooperativa. Il valore percentuale dipende dalla quota acquisita dalla cooperativa ma all’interno della cooperativa vale una persona uguale un voto.</p>
<p>Nell’azionariato reale diffuso ogni tifoso compra delle azioni e ne usufruisce secondo le proprie volontà. In particolare può rivenderle, acquisire eventuali dividendi, le azioni sono ereditabili e il suo voto vale in funzione della quota acquistata. Il controllo della società di calcio da parte dei tifosi potrebbe essere fatta direttamente (vedi Roma, Juventus, Lazio quotate anche in borsa) oppure attraverso una società di capitali, i genere una finanziaria, che controlla a sua volta la società di calcio. Noi di ToroMio pensiamo ad una società finanziaria dove vengono convogliati le azioni gestite direttamente dai tifosi.</p>
<p>Riteniamo il secondo modello più ampio per il Torino Fc in quanto si possono attirare capitali importanti molto più elevati rispetto a quelli standardizzati e piccoli di una cooperativa ( o associazione). Inoltre la finanziaria consente di fare investimenti sul territorio, in particolare in ambiente granata, in attività normali di servizi, imprese industriali, commerciali e altro creando posti di lavoro. Si forma così un circuito virtuoso dove la società di calcio diventa strumento di marketing e di relazione per varie attività imprenditoriali creando sinergie sia tra le imprese all’interno dell’ambiente granata sia con l’esterno, mentre le imprese creano utili che potranno essere investite nel Torino Fc o nelle attività imprenditoriali secondo le esigenze delle analisi manageriali. Non è nulla di nuovo: adesso il Torino Fc è strumento di marketing per le sole attività del presidente, dopo dovrà diventare per più attività sul territorio.</p>
<p>Altro motivo: è di aprire la strada all’azionariato popolare di tipo associativo (o cooperativo: la forma sarà decisa dai tifosi) creando una polisportiva sul territorio torinese (a Torino non ci sono sport di una certa rilevanza come basket, volley  o sport minori) che uniti a servizi rotanti attorno allo sport diano la possibilità di sostenere e far crescere l’azionaraito popolare associativo (o cooperativistico).</p>
<p>Insomma riteniamo l’azionariato popolare reale diffuso una carta in più che altre società (Roma, Juventus, Lazio) hanno già sfruttato quotandosi in borsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il suo libro, “Se vogliamo possiamo” ha dato vita, nel 2007, al progetto ToroMio. E’ un libro, come lei scrive, che “guarda al futuro escludendo il passato”. Cosa intendeva?</em></strong></p>
<p>La bibliografia del Torino Fc (oltre 200 libri) è sempre stata rivolta verso il passato raccontando le sue tragedie e i suoi miti. Questo libro parla di futuro per la prima volta, tenta di creare un avvenire reale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Ha fatto una considerazione molto forte: “forse è arrivato il momento di far maturare l’idea di trasformare una squadra di calcio in un vero club”. Cosa intende per “club”? Crede che in Italia ci siano solo squadre di calcio e non club? Ci fa alcuni esempi, in campo internazionale, di “veri” club? Secondo lei potremmo, e se si in quanto tempo, “raggiungere” le best practices straniere?</em></strong></p>
<p>Gli esempi più eclatanti sono il Barcellona e il Real Madrid dove si vive sotto la bandiera della propria squadra anche la vita di tutti giorni. Il Torino Fc ha questa opportunità: costruire una Cittadella Granata all’interno della città di Torino tra gli stadi Filadelfia (da ricostruire) e lo stadio Olimpico, speriamo presto rinominato Grande Torino, estendibile alle aree circostanti. E’ un’area ideale perché ci sono spazi enormi da poterci vivere e che possono essere granatizzati con investimenti importanti ma anche dai singoli tifosi acquistando man mano appartamenti e attività. Possiamo immaginare un qualcosa di simile al quartiere di Little Italy a New York, a quartieri cinesi a Londra che hanno avuto un’evoluzione spontanea fino a diventare aree di attrazione turistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Negli ultimi venti anni molti sono stati i tentativi di azionariato per sostenere il Torino. Quali sono i punti di forza, ed il valore aggiunto, di questa “nuova” associazione?</em></strong></p>
<p>Abbiamo analizzato i tentativi precedenti e ci è sembrato che l’errore più grossolano sia stata la fretta di concludere. Anche noi quando siamo partiti pensavano di raggiungere dei risultati molto più importanti rapidamente e così non è stato, però non stiamo mollando, non ci siamo dati delle scadenze. Siamo diventati consapevoli che il percorso sarà lunghissimo e che in ogni momento potrà succedere qualcosa che accelererà il processo in modo imprevedibile. Occorrerà essere bravi a cogliere le opportunità che ci capiteranno ed è per questo che ci stiamo preparando. Troviamo molte difficoltà specialmente nello spiegare il progetto che sappiamo molto complesso e ambizioso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il 6 marzo 2011, presso i locali del Circolo del Tennis dell’Acqua Santa di Roma, voi ed altri rappresentanti degli Azionariati Popolari, tra cui Mantova United e My Roma, vi siete riuniti. Ci racconta gli obiettivi di questo incontro e, soprattutto, le comuni strategie che porrete in essere nelle varie realtà dislocate in tutto il territorio nazionale?</em></strong></p>
<p>Devo dire che non ero presente personalmente ma c’erano due tifosi aderenti al progetto di Roma. Ad ogni modo si cerca di trovare degli obiettivi comuni dialogando e cercando di creare un fronte comune per poi rapportarci con gli organismi del calcio e la politica. Il confronto delle esperienze è importantissimo. Per esempio, sapere che un azionariato ha fatto già un certo percorso che viene seguito successivamente da un altro gruppo, porta dei grossi vantaggi realizzativi e psicologici.</p>
<p>Inoltre stiamo notando che questo modo di dialogare porta al sincero rispetto reciproco con la voglia di stemperare le tensioni. Siamo convinti che l’azionariato, qualunque esso sia, porta al rispetto delle cose proprie dovuto ad una maggiore consapevolezza di responsabilità del tifoso.</p>
<p>Un altro scopo è quello di aiutare gli altri azionariati a svilupparsi specialmente nella fase iniziale quando le idee sono estremamente confuse.</p>
<p>Noi di ToroMio auspicheremmo che il dialogo continuasse con più intensità e con più scambio di informazioni anche al di fuori di questi forum con l’uso più frequente della tecnologia Internet e incominciare a pensare a darci una struttura: sarebbe uno stimolo in più di dialogo.</p>
<p>Le realtà conosciute sono quelle indicate nel sito <a href="http://www.azionariatopoplareitalia.it/">www.azionariatopoplareitalia.it</a>. Sappiamo che ci sono molti altri gruppi di tifosi di altri club che si stanno organizzando ma sono ancora in una fase embrionale: penso che entro un anno saremo molti, molti di più e l’evoluzione verso l’azionariato sarà sempre più veloce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Luca Guerrasio </strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista &#8211; MarkMonitor e la tutela dei marchi online</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 10:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello della contraffazione è un problema serio che interessa un po’ tutti i marchi, da quelli sportivi a quelli del lusso, l’appeal che hanno tali prodotti è tale che purtroppo le falsificazioni spuntano come funghi, per cercare di attrarre e ingannare i (talvolta) ignari acquirenti. Con l’esplosione dell’e-commerce ora questo problema si trasferisce online, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/06/Jerome-Sicard.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9503" title="Jerome Sicard" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/06/Jerome-Sicard-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a>Quello della contraffazione è un problema serio che interessa un po’ tutti i marchi, da quelli sportivi a quelli del lusso, l’appeal che hanno tali prodotti è tale che purtroppo le falsificazioni spuntano come funghi, per cercare di attrarre e ingannare i (talvolta) ignari acquirenti. Con l’esplosione dell’e-commerce ora questo problema si trasferisce online, dove al fianco dei siti ufficiali e dei circuiti autorizzati di rivendita, esistono tanti siti che utilizzano un marchio in modo improprio per vendere prodotti falsi. È per cercare di ovviare a tali problemi che è nata, circa dieci anni fa, <strong>MarkMonitor</strong>, società americana specializzata nel monitoraggio delle marche online e nella pulizia di attività illecite.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sportmarketingnews.com</em> ha incontrato <strong>Jerome Sicard</strong>, Regional Manager, Southern Europe &#8211; MarkMonitor Europe, che ha illustrato i rischi per le aziende e i metodi di contrasto all’illegalità. “Spesso le società, specie quelle impegnate in abbigliamento sportivo, leghe e competizioni sportive, sono talmente occupate a promuovere la propria immagine online, a curare i propri siti e la presenza sui social network che non si accorgono che al contempo altri attori, spesso non autorizzati, fanno altrettanto utilizzando tali marchi per portare traffico al proprio sito e magari vendere oggetti falsi. Certo con un’azione legale si possono bloccare queste attività ma non sempre è facile individuare e rimuovere tutte le minacce online, se per esempio qualcuno compra keyword su Google per far salire le quotazioni del proprio sito sfruttando però un marchio altrui, è difficile rimuovere tali link. In una nostra case history per una marca sportiva abbiamo individuato più di 3 mila siti che vendono prodotti falsi, numero che sale a 6 mila per quanto riguarda leghe e competizioni sportive con un milione e mezzo di prodotti falsi in circolazione per un danno economico per l’azienda originale di 25 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il danno non si misura inoltre solo nel mancato guadagno ma anche in una perdita di traffico al proprio sito e di immagine, perché se il prodotto falso si rovina subito il cliente penserà che tale marca produce merce scadente. Ecco perché bisogna intervenire subito. Le minacce principali arrivano dall’Asia e dai siti di aste online come eBay e Alibaba, non sempre è facile riconoscere i falsi, prima una discriminante erano i prezzi sensibilmente più bassi ma ora anche questi si stanno avvicinando all’originale”.</p>
<p style="text-align: justify;">MarkMonitor è ben radicata in Usa, Uk e Francia, in salita i mercati di Italia e Spagna. “In Italia lavoriamo molto bene con il settore finanziario – continua Sicard – e stiamo approcciando quello del lusso. Ma anche i marchi sportivi stanno capendo l’importanza della tutela del loro marchio online. Spesso queste aziende hanno già un ufficio legale che si occupa di questo ma non sempre ha le competenze tecniche per effettuare la pulizia in profondità che una società specializzata come la nostra può effettuare. La nostra promozione? Essenzialmente passaparola.</p>
<p style="text-align: justify;">I vantaggi per il cliente sono immediati, calcolando che in giro ci sono più prodotti falsi che originali, il primo vantaggio è un sensibile aumento del Roi, seguito dall’aumento del traffico al proprio sito e delle vendite”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Domenico Fabbricini</strong></em></p>
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		<title>Sportivi milionari: l&#8217;italiano più pagato è Valentino Rossi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 09:56:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo indiscrezioni, da uno studio del network americano Espn, l’atleta italiano più pagano non è, come ci si aspetterebbe, un calciatore bensì un motociclista: Valentino Rossi. Il pilota della Ducati, con un ingaggio pari a circa 20,8 milioni di dollari (14,3 milioni di euro), cifra che considera solo l’ingaggio e non le sponsorizzazioni, è saldamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo indiscrezioni, da uno studio del network americano <strong>Espn</strong>, l’atleta italiano più pagano non è, come ci si aspetterebbe, un calciatore bensì un motociclista: <strong>Valentino Ross</strong>i.<br />
<span id="more-9092"></span><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/02/ValentinoRossi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8546" title="Valentino  Rossi" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/02/ValentinoRossi-300x246.jpg" alt="" width="175" height="143" /></a>Il pilota della <strong>Ducati</strong>, con un ingaggio pari a circa 20,8 milioni di dollari (14,3 milioni di euro), cifra che considera solo l’ingaggio e non le sponsorizzazioni, è saldamente al comando di questa speciale classifica. La peculiarità emersa dalla ricerca, che verrà pubblicata a maggio da “The Magazine”, appare ancora più sorprendente se si compara la classifica degli atleti italiani con quelli di altri paesi. In ben 114 paesi, su i 182 presi in esame, lo sportivo più pagato è risultato, neanche a dirlo, un calciatore.<br />
Volendo porgere lo sguardo all’estero gli atleti “paperoni” sono Alex &#8216;A-Rod&#8217; Rodriguez, asso statunitense dei New York Yankees (baseball), ed il pugile filippino Manny Pacquiao: entrambi con un ingaggio di circa 32 milioni di dollari.<br />
Soffermandoci sui singoli paesi troviamo atleti a noi molto cari: Fernando Alonso e Felipe Massa, nelle classifiche di Spagna e Brasile, ricevono rispettivamente circa 22,7 e 17 milioni di dollari.<br />
Lo studio condotto dal network americano non poteva trascurare il mondo del calcio e la sua media ingaggi. Il Barcellona, pur avendo ancora come sponsor di maglia Unicef, si classifica al primo posto con un ingaggio medio pari a circa 7,90 milioni di dollari. Al secondo posto troviamo il Real Madrid con una media stipendi che si aggira intorno ai 7,30 milioni di dollari. Nelle prime dieci posizioni, per l’esattezza al settimo posto, troviamo l’Inter, del patron Moratti, con una media di circa 5,90 milioni di dollari. Le altre squadre italiane sono molto distaccate: al quattordicesimo posto troviamo il Milan con una media di circa 5,6 miliardi di dollari e “solo” al trentottesimo posto la Juventus con una media ingaggi di circa 4,1 miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Luca Guerrasio</em></p>
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		<title>L&#8217;A.C. Milan e lo sponsorship 2.0: il futuro è già presente</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 09:39:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il marketing, e soprattutto il marketing sportivo, è in continua evoluzione. Il coinvolgimento dei supporter e degli sponsor rappresenta, sempre di più, un presupposto a cui le società più lungimiranti stanno tendendo. Sportmarketingnews ha fatto il punto con Giuliano Giorgietti che, nell’A.C. Milan, ha sviluppato un innovativo concetto di sponsorizzazione offrendo soluzioni e prodotti ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/03/milan_31_photo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8803" title="GIULIANO GIORGETTI - MILAN" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/03/milan_31_photo-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" /></a>Il marketing, e soprattutto il marketing sportivo, è in continua evoluzione. Il coinvolgimento dei supporter e degli sponsor rappresenta, sempre di più, un presupposto a cui le società più lungimiranti stanno tendendo. <em>Sportmarketingnews</em> ha fatto il punto con <strong>Giuliano Giorgietti</strong> che, nell’<strong>A.C. Milan</strong>, ha sviluppato un innovativo concetto di sponsorizzazione offrendo soluzioni e prodotti ad hoc in grado di completare i numerosi strumenti di comunicazione già a disposizione degli sponsor e di integrarsi con essi collocando, in questo modo, il Milan tra le squadre europee che più investono nello sport marketing.</p>
<p><strong>Qual è la sua funzione all’interno dell’ A.C. Milan? Ci descrive le sue mansioni e le sue responsabilità?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In qualità di Responsabile dell’area Web&amp;New Media del Milan mi occupo della gestione integrata di tutte le piattaforme digitali rossonere: sito istituzionale, web tv, strumenti di social networking, e-commerce, sito e applicazioni <em>mobile</em>. In aggiunta, seguo tutte le attività correlate alle logiche di CRM del Club.</p>
<p><strong>Come valuta l’attuale scenario del management sportivo in Italia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista prettamente “digitale”, il web marketing nel settore sportivo in Italia ha un enorme potenziale di espansione, che al momento non è però ancora sfruttato al 100%. Le dinamiche del mondo del calcio sono del tutto particolari, ma proprio perché si tratta per lo più di brand “passionali”, come nel caso del Milan, credo che le attività di comunicazione online si intensificheranno sempre di più nell’immediato futuro, anche perché il nostro è un mercato in forte crescita, che va di pari passo con il mercato generale di Internet e dei New Media. Il filo conduttore sarà sicuramente quello dell’innovazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sport fa parte, ormai, del grande settore dell’entertainment dove la comunicazione è parte essenziale perché permette di ridurre i costi e ampliare i ricavi. Lo sport è particolarmente integrato nella comunicazione fornendo contenuti sui vari mezzi soprattutto sul web. E’ in quest’ottica che avete deciso di rafforzare i vostri investimenti sul web effettuando un restyling  del sito e siglando un accordo con Infront Advanced Media Solutions (azienda al vertice del mercato italiano ed europeo nella gestione dei diritti sportivi e delle soluzioni web)?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova versione del sito, inaugurata il 4 ottobre, è la prima delle evidenze di uno dei principali progetti dell’anno rossonero: Milan Media Factory<strong>. </strong>Tutti i contenuti presenti oggi su www.acmilan.com (news, immagini e video) sono stati studiati in ottica <em>user friendly, </em>con lo scopo di essere il più facilmente fruibili ed accessibili da parte degli utenti. In questo contesto, Infront Advanced Media Solutions &#8211; grazie alle specifiche competenze verso i New Media &#8211; rappresenta il Partner ideale per il raggiungimento di queste finalità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Milan è sempre stato all’avanguardia per ciò che concerne il marketing e lo sport marketing. Da dove è nata l’esigenza di sviluppare nuove impostazioni strategiche ed attività sempre più innovative (come ad esempio la nascita di Milan Media Factory) e quali sono gli obiettivi che, fino a questo momento, avete raggiunto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Milan Media Factory rappresenta la naturale evoluzione di un processo iniziato dieci anni fa con la nascita di acmilan.com e che ha come obiettivo principale la valorizzazione dei canali di comunicazione digitali Milan ed il potenziamento della relazione con i nostri tifosi. Milan Media Factory, in particolare, rappresenta il polo integrato di produzione che consente a tutti i tifosi di fruire dei contenuti Milan sulle diverse piattaforme: satellite, Internet (sito web, webTV, community, social network) e <em>mobile </em>(smartphone e tablet pc). Ogni giorno, operando su vari fronti (Facebook, Twitter, sito istituzionale, web TV..) ci avviciniamo sempre di più ai nostri supporters di tutto il mondo ed eliminiamo ogni distanza geografica. Inoltre, la community di tifosi rossoneri online è in costante crescita, basti pensare che la fan page ufficiale su facebook ha raggiunto e superato i 3 milioni di utenti in poco più di un anno e mezzo di attività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ corretto sostenere che, con i progetti che avete recentemente posto in essere, avete sviluppato un innovativo concetto di sponsorizzazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assolutamente sì: abbiamo un database che conta più di un milione di tifosi censiti ed una relazione continua con loro, relazione che avvantaggia sia noi che i tanti Sponsor che ruotano intorno al mondo Milan. www.acmilan.com, infatti, non è utilizzato solamente per fidelizzare la community di tifosi, ma anche per offrire alle aziende innovativi strumenti di sponsorizzazione. A noi piace parlare di “Sponsorship 2.0”, in quanto diamo la possibilità agli Sponsor di  instaurare una relazione privilegiata con i nostri utenti attraverso i diversi canali digitali a nostra disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali attività avete in programma di sviluppare in futuro? Quali sono, secondo lei, le tendenze che, di qui a qualche anno, si svilupperanno maggiormente nel mondo dello sport marketing?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Senza alcun dubbio il mondo del calcio – in particolar modo quello italiano – tenderà a diventare sempre più “social” e orientato alle logiche di condivisione e diffusione delle informazioni. Uno dei concetti chiave sarà dunque la vitalità, favorita, nel nostro caso, dalla presenza di canali ufficiali Milan su tutte le piattaforme social e <em>mobile.</em> Nell’ottica di offrire un numero sempre crescente di servizi ai nostri tifosi su scala internazionale, il progetto principale su cui stiamo lavorando è quello dell’e-ticketing, per consentire la vendita online dei biglietti delle partite.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Luca Guerrasio</em></strong></p>
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		<title>Domenico Simone, DG Menarini: &#8220;Aspettative alte dalla sponsorizzazione del campionato di volley&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 13:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Menarini è il nuovo sponsor della Lega di Volley di A. Sportmarketingnews si è già occupata della notizia ma adesso abbiamo voluto approfondirla, chiedendo allo stesso DG di Menarini, Domenico Simone, i motivi di questa scelta. Com&#8217;è nata l&#8217;idea di sponsorizzare il campionato di volley? L’idea è nata da una riflessione più generale in corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/02/Grbic-Simone-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8366" title="Grbic - Simone 2" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2011/02/Grbic-Simone-2-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a>Menarini è il nuovo sponsor della Lega di Volley di A. Sportmarketingnews si è già occupata della notizia ma adesso abbiamo voluto approfondirla, chiedendo allo stesso DG di Menarini, Domenico Simone, i motivi di questa scelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8365"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com&#8217;è nata l&#8217;idea di sponsorizzare il campionato di volley?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’idea è nata da una riflessione più generale in corso da mesi sulla strategia da perseguire per uno dei prodotti di maggior successo della Divisione OTC di Menarini: <strong>Sustenium Plus. </strong>La particolare efficacia di Sustenium come supporto specifico nell’attività sportiva, nonché la coerenza del mondo sportivo con la missione salutistica del Gruppo Menarini, ci hanno portati a valutare delle strade di comunicazione mirate in quest’ambito. Il Volley, nello specifico,  è sembrato sicuramente uno degli sport più interessanti per i nostri fini.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto per l’assonanza dei valori di questa disciplina con i valori che da sempre hanno fondato l’esistenza ed il successo del  Gruppo Menarini,  quali spirito di squadra, <em>fair play</em>, impegno massimo di ciascuno per il raggiungimento di un obiettivo comune ecc. Inoltre, l’eccellenza su scala internazionale che il Volley Italiano ad alti livelli può vantare, in termini di prestigio, risonanza e risultati (sia a livello di Nazionali che a livello di singoli Club) è senz’altro un altro fattore in comune con la storia di 125 anni di successi internazionali del Gruppo Menarini.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; la prima volta che Menarini va nel mondo dello sport? Perché questa decisione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ la prima volta che Menarini entra nel mondo dello sport con un’iniziativa così rilevante. In realtà, lo sport è sempre stato un’area di forte attenzione da parte del nostro Gruppo, tanto da orientare spesso le attività di sviluppo di nuovi prodotti, tra cui Sustenium Plus come esempio di successo. Questo in quanto lo sport (e la pratica sportiva, amatoriale e non) è per noi in stretto rapporto con la nostra Missione Strategica: sviluppare, produrre e commercializzare farmaci e prodotti per il benessere di elevata qualità ed efficacia, che aiutino a migliorare lo stato di salute delle famiglie e degli individui di ogni età. Dunque, parliamo da sempre di salute quotidiana, che passa anche attraverso la conduzione di uno stile di vita opportuno ed orientato a migliorare la qualità della nostra esistenza, sia a livello fisico che a livello sociale e psichico.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ chiaro che in uno stile di vita “salutistico” la pratica sportiva assume senz’altro un ruolo fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Avete in mente altre sponsorizzazioni sportive, magari con altri prodotti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per nostra cultura siamo abituati a non escludere mai eventuali opportunità <em>a priori</em>. Tuttavia, siamo anche coscienti che questa prima esperienza nel mondo dello sport professionistico possa darci i necessari strumenti e le conoscenze con cui valutare ulteriori possibilità in questa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ritorni si aspetta da questa attività sulla visibilità di Sustenium Plus?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci aspettiamo dei ritorni interessanti, sia per l’immagine che per la conoscenza del marchio Sustenium Plus.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà il nostro obiettivo prioritario è far si che anche le generazioni più giovani, che spesso sono più interessate allo sport ed alla pratica sportiva, possano conoscere e provare Sustenium Plus come integratore tonico ed energizzante, garantito da standard qualitativi di efficacia e di sicurezza tipici di un’azienda farmaceutica come Menarini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Crede che la sponsorizzazione sportiva sia un veicolo di marketing importante rispetto ad altre forme di comunicazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ un veicolo che assicura una qualità di comunicazione sicuramente molto alta, dando soprattutto l’opportunità di veicolare dei messaggi precisi ad un pubblico molto elevato culturalmente e spesso più selezionato. Ma più di ogni altra cosa, il mondo dello sport, per un’azienda che si occupa di “salute” ogni giorno, consente di avvicinarsi agli utilizzatori dei propri prodotti, accorciando le distanze e creando una comunicazione più diretta, basata su una sintonia di valori, passioni ed emozioni che i media classici non sempre riescono ad assicurare. Siamo fiduciosi che Sustenium Plus possa trasferire molti messaggi rilevanti ad un’audience altrettanto interessante,  attraverso questa partnership con la Lega di Serie A di Pallavolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Domenico Fabbricini</strong></em></p>
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		<title>Metti una sera a cena con Gustav Thöni e i prodotti del Südtirol</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 13:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Metti una sera a cena con Gustav Thöni, non esattamente uno che è facile incontrare tutti i giorni, allietati dai prodotti enogastronomici tipici del Südtirol, zona di origine di uno dei più grandi sciatori italiani. E&#8217; quanto ha organizzato ieri sera a Milano Alto Adige/Südtirol per far conoscere le bellezze e le peculiarità di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2010/11/gustav_thoeni_ortler.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7849" title="gustav_thoeni_ortler" src="http://www.sportmarketingnews.com/wp-content/uploads/2010/11/gustav_thoeni_ortler-300x168.jpg" alt="" width="193" height="108" /></a>Metti una sera a cena con Gustav Thöni, non esattamente uno che è facile incontrare tutti i giorni, allietati dai prodotti enogastronomici tipici del Südtirol, zona di origine di uno dei più grandi sciatori italiani.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7848"></span>E&#8217; quanto ha organizzato ieri sera a Milano Alto Adige/Südtirol per far conoscere le bellezze e le peculiarità di una zona d&#8217;Italia immersa nel verde e nella natura, perfetta per trascorrere le proprie vacanze non solo in occasione del Natale e del Capodanno (quando è anche più difficile trovare un posto libero) ma nel corso di tutto l&#8217;anno. Ieri sera per qualche ora un pezzo di Alto Adige si è trasferito nel cuore di Milano, ed è stato facile, tra una pietanza tipica e l&#8217;altra, lasciarsi trasportare dai racconti di Thöni, tra trionfi (e in carriera ne ha vissuti tanti) e nuovi progetti. Come quello di ampliare il suo Hotel Bellavista, che attualmente conduce insieme alla moglie, aprendo anche un&#8217;area dedicata al benessere. Passando tra l&#8217;emozione di veder crescere i propri nipoti e le lezioni di sci e di natura (appostati nel cuore della notte nella foresta per scovare qualche cervo o qualche volpe).</p>
<p style="text-align: justify;">Gustav in carriera ha vinto 4 Coppe del Mondo generali (1971, 1972, 1973 e 1975), 3 Coppe del Mondo Gigante, 2 Coppe del Mondo Slalom, 1 oro alle Olimpiadi di Sapporo, due argenti olimpici, 5 ori Mondiali e 2 argenti, 4 ori ai campionati italiani, 6 argenti ei due bronzi. Una vita dedicata allo sci proseguita poi come allenatore di Alberto Tomba e della Nazionale Italiana di Sci. &#8220;Adesso vedo molti sciatori bravi nella Nazionale Italiana &#8211; ha raccontato a <em>Sportmarketingnews</em> &#8211; come Giuliano Razzoli, che ha vinto le Olimpiadi lo scorso anno, o il giovane Claudio Muller. Anche tra le donne si distinguono le varie Federica Brignone, Solange Chabloz che ora dovrebbe rientrare da un infortunio, o Manuela Moelgg. Bravi ce ne sono tanti ma a mio avviso manca il fuoriclasse, quello che si erge sopra tutti gli altri come potevano essere un Alberto Tomba (che tra l&#8217;altro ho allenato), un Gustav Thöni o un Piero Gros, quelli che costituivano la famosa Valanga Azzurra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora sono un po&#8217; uscito dal giro sportivo, dopo aver collaborato anche con la Federaziona adesso mi dedico ai miei nipotini, gli insegno a sciare, mi piace vederli crescere e curo il mio albergo Bellavista, tra camminate nella neve, escursioni con i clienti e bei momenti familiari&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La cena è stata conclusa con una vera specialità preparata dagli chef di Cookart: il sorbetto di neve. Un tuffo nell&#8217;ambiente del Südtirol, che in concomitanza del Natale rappresenta lo scenario adatto per le festività.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Domenico Fabbricini</strong></em></p>
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