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Roberto Ghiretti a SMN: “Contrazione evidente degli investimenti. Per il futuro puntiamo sulle idee…”

Si è quasi concluso il 2011, con tutte le cose positive e negative (crisi in primis) che hanno interessato il mondo dello sport e del marketing sportivo. Sportmarketingnews.com ha allora voluto fare un punto della situazione con Roberto Ghiretti, presidente dell’omonimo Studio di consulenza di marketing sportivo che ha appena compiuto 10 anni di attività, che ai nostri microfoni ha spaziato su tutti i fronti, dalla contrazione degli investimenti al Far Play Finanziario e alla questione stadi.

La crisi ha toccato anche il settore del marketing sportivo? Com’è andato da questo punto di vista il 2011 finora?
La crisi è palese, si tratta di una crisi progettuale che ha investito tutti gli ambiti ed ha portato ad una diminuzione nell’investimento strategico e ad una tendenza ad acquistare spazi “tabellari” a cifre fino a qualche anno fa impensabili. Quando prodotti di livello vengono commercializzati a cifre troppo basse ovviamente tutto il mercato ne risente.
Partendo da questo quadro generale, Studio Ghiretti ha mantenuto la propria posizione sul mercato riuscendo in alcuni casi ad accrescere aree di business. Fatte quindi salve queste premesse, possiamo parlare di risultati soddisfacenti, che si traducono in segni positivi nei nostri bilanci.

Quali i settori trainanti: sponsorizzazioni, testimonial, eventi…?
Quest’anno abbiamo visto crescere l’area della convegnistica e della formazione di alto livello. Su tutti citiamo il corso per “Stadia Management” sviluppato in sinergia con la FIGC e XPERIOLOGY. Inoltre è di recente definizione l’avvio di un nuovo servizio dedicato alle media relation: in occasione del primo decennio di Studio Ghiretti abbiamo deciso di  investire  le nostre energie nelle digital pr, per offrire un servizio all’avanguardia nella  comunicazione web 2.0.

La situazione italiana rispetto all’estero
I mercati esteri appaiono più capaci nella differenziazione dell’offerta e altrettanto, dati alla mano, sono in grado di vendere a cifre più alte i loro prodotti migliori. In Italia, invece, si tende a vendere a cifre molto più basse penalizzando così tutto il mercato.

Gli stadi di proprietà possono dare una spinta importante alle società di calcio italiane, in deficit rispetto alle colleghe europee?
Sicuramente si, ma la vera domanda che ci dovremmo porre  è cosa riusciamo a fare con le strutture che abbiamo a disposizione già oggi. Riteniamo che un migliore approccio progettuale possa  portare a migliori risultati sin da subito.

Il fair play finanziario nel calcio sarà un vantaggio o una condanna per le nostre società?
Come tutte le regole di buon senso, quando condivise da tutti senza eccezioni, anche il fair play finanziario può contribuire ad una soluzione all’attuale squilibrio del sistema calcistico europeo, non solo italiano.

Cosa dobbiamo aspettarci nel 2012 nel settore del mktg sportivo?
L’augurio è che sempre più riescano ad imporsi le idee.

Domenico Fabbricini

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