Intervista a Massimo Panighel: “Una grande macchina organizzativa per gli Europei di Mountain Bike”

Inserito il 23,giugno 2010

Si terranno il 27 giugno a Treviso i campionati europei di Mountain Bike Marathon. Si tratta di un tracciato collinare di 117 chilometri, con una sequenza di sedici salite, per un dislivello complessivo di 2690 metri, metà del quale su un terreno sterrato.

La gara è divisibile in tre parti, di difficoltà crescente: la prima filante e veloce, la seconda scorrevole, ma ricca di salite, l’ultima durissima con continue arrampicate su terreni sempre più impegnativi.

Dopo il grande successo dei Campionati Italiani dello scorso anno, disputati su questo stesso percorso, il team di “Pedali di Marca”, guidato dall’event director Massimo Panighel, ha ricevuto l’incarico di organizzare questa grande kermesse europea, ed anche i Mondiali 2011, trasformando la Marca trevigiana, una delle province italiane più votate alle due ruote, nel tempio della Mountain Bike per due anni. Abbiamo allora contattato Massimo Panighel, presidente di Pedali di Marca, team che organizza eventi ciclistici in Italia ed Event Director dell’Europeo e del Mondiale 2011 di Mountain bike Marathon, per capire come si organizzano eventi di questo tipo, il peso degli sponsor e le difficoltà del caso.

Come si organizza un evento importante come un Europeo di Mountain Bike?

Non bastano 12 mesi per la realizzazione di un evento internazionale. A Montebelluna organizziamo ogni anno la Gunn Rita Marathon e l’anno scorso qui è stato assegnato il titolo italiano. Dopo il successo di quella manifestazione l’UCI ci ha assegnato l’Europeo 2010 e il Mondiale 2011. Un trittico di fuoco! Già durante l’Italiano 2009 abbiamo cominciato a lavorare per adattare il format per l’Europeo. In quest’anno intenso il lavoro è stato diviso fra più collaboratori, gestiti dal team di Pedali di Marca, che organizza i più grandi eventi ciclistici italiani dal 2003. Abbiamo coinvolto, soprattutto nella fase iniziale, quasi 500 volontari, per riuscire ad occuparci dei mille aspetti dell’organizzazione: individuazione e pulizia del percorso, richiesta dei permessi, ricerca degli sponsor, rapporti con le istituzioni, la protezione civile,etc. La problematicità di una gara di Mountain bike (che rappresenta però anche il fascino di questa disciplina) è che non si svolge in un impianto o su una pista, ma attraversa campi, proprietà private, percorsi sterrati. Mettere in sicurezza queste zone, accordarsi con i privati, studiare soluzioni per fronteggiare il maltempo, sono tutte variabili che abbiamo dovuto tenere in considerazione e che aumentano l’imprevedibilità della gara.

Si tratta ancora di uno sport cosiddetto “di nicchia” o sta venendo fuori?

Direi che la Mountain bike non può più essere considerata uno sport di nicchia, il 30% degli iscritti alla Federazione Ciclistica Italiana sono praticanti MTB, il numero delle gare aumenta in modo esponenziale ogni anno, i praticanti, anche i semplici appassionati sono sempre più numerosi. Mi sembra che cominci a fare la differenza il fatto che la MTB sia più divertente e spettacolare rispetto alla bici da corsa e soprattutto garantisca un fortissimo contatto con la natura. I giovani, anche i giovanissimi, cominciano ad avvicinarsi a questa disciplina perché non è fatta solo di fatica e resistenza, ma di divertimento, gioco e sviluppa le capacità motorie, ma anche l’attenzione e la capacità di rispondere agli imprevisti.

Quali sono le attività che mettete in campo per promuovere questo sport presso il grande pubblico?

La filosofia della Mountain Bike è quella di offrire un mezzo per scoprire il territorio, per vivere lo sport a contatto con la natura. Noi puntiamo molto su questo aspetto. Per questo lavoriamo sempre in stretto contatto con gli enti turistici, con le aziende che lavorano in questo settore. Le due ruote sono un mezzo divertente e soprattutto ecologico per muoversi e l’Italia offre molte possibilità, con i suoi paesaggi collinari, le sue bellezze paesaggistiche. Poi ovviamente c’è l’aspetto più propriamente sportivo: abbiamo i grandi eventi, a cominciare dall’Europeo di quest’anno, ma anche le altre gare dedicate a professionisti ed amatori e poi ci sono i campioni e i personaggi della Mountain Bike, da Paola Pezzo a Gunn Rita Dahle, fino a Lance Armstrong, che sta iniziando a cimentarsi in questa disciplina e speriamo possa partecipare ai prossimi Mondiali.

Quanto è importante la presenza degli sponsor in eventi come questo?

Gli sponsor sono davvero fondamentali, visti i costi e gli investimenti necessari a realizzare al meglio un evento di caratura internazionale. Ovviamente non è un buon periodo perché la crisi economica ha aumentato la diffidenza di privati ed aziende, che hanno paura ad investire in uno sport ancora giovane come la Moutain Bike. Devo dire però che abbiamo sempre potuto contare sulla vicinanza delle istituzioni, che vedono nell’evento una possibilità di richiamo dal punto di vista turistico e di valorizzazione del territorio e, per lo stesso motivo, degli enti di promozione turistica. Il Veneto poi è una regione con una forte tradizione legata alle due ruote, quindi il discorso vale a maggior ragione in quest’occasione.

Ci saranno anche attività collaterali per allietare la giornata del pubblico: in cosa consistono?

Il programma inizierà giovedì 24 giugno con una serie di eventi sportivi, spettacoli, mercatini e degustazioni per terminare domenica 27 con la gara. Molte le attività collaterali previste per trasformare un momento di grande sport in un evento turistico a tutto tondo: corsi per i bambini e sfilata storica inaugurale dei rappresentanti delle provincie venete con figuranti in costumi d’epoca.  Venerdì 25 ci sarà una gara di Street bike, sprint notturno uomo contro uomo su un percorso fatto di paraboliche, dossi e altri ostacoli, oltre alla cena di beneficenza per promuovere il progetto dell’Unicef a favore dei bambini della Guinea Bissau. Ovviamente ci sarà spazio per l’enogastronomia con il Ciclogusto, un itinerario enogastronomico che prevede la visita ad alcune cantine lungo la strada dei vini Montello e i Colli Asolani, visitando luoghi ricchi di storia e apprezzando i prodotti tipici. Poi un concorso di bellezza con le rappresentanti di ogni nazione partecipante. L’obiettivo è realizzare un evento a 360° che possa coinvolgere anche un pubblico apparentemente lontano dalla Mountain Bike

E nel 2011 l’evento mondiale: come vi state preparando?

L’Europeo è una grande vetrina per la promozione del Mondiale ed anche un banco di prova, un’occasione per mettere a punto i meccanismi in vista di un impegno ancora più importante. Nei prossimi mesi faremo una tournée europea (Austria, Germania, Francia, Svizzera), in occasione dei principali eventi di MTB nel 2010 e parteciperemo ad almeno due grandi fiere di settore (Euro Bike – Friedrichshafen e Expo Bici – Padova). Queste iniziative hanno un duplice scopo: dare visibilità al Mondiale ma anche imparare dagli altri, cercare di prendere il meglio da ognuna di queste manifestazioni e trasferirlo nel nostro lavoro in vista prossimo appuntamento mondiale.

Domenico Fabbricini

Articolo inserito il giugno 23rd, 2010 alle08:00 archiviato in: Eventi, Interviste, Sponsorizzazioni. Il link diretto all'articolo trackback.

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