Il rubgy cresce, il business va di pari passo

Inserito il 26,marzo 2010

Il rugby continua a crescere in quanto a popolarità e partecipazione. Secondo una ricerca commissionata da MasterCard, l’RBS Six Nations Championship 2010 (il sei Nazioni) che si è chiuso sabato scorso ha avuto un impatto economico per un totale di 465,43 milioni di euro complessivi nelle sei nazioni partecipanti.

In Italia il giro d’affari legato all’ultimo sei nazioni ammonta a 37,71 milioni di euro, mentre l’ Inghilterra, con 97,72 milioni di euro, si aggiudica la palma di paese più virtuoso in fatto di business legato al rugby. Seguono Irlanda con 90,50 milioni di euro, Francia con 89,79 milioni, Galles con 80,16 milioni e Scozia con 69,55 milioni di euro.

Dallo studio – che nei prossimi mesi diramerà nuovi dati concernenti l’impatto economico del rugby su mercati chiave in tutto il mondo – emerge una fotografia incoraggiante del Rugby che si caratterizza come sport emergente in netta crescita anche rispetto ad una flessione generale.

L’impatto economico è stato calcolato su dati relativi a fattori quali la vendita di biglietti, i trasporti, la vendita di cibo e bevande, gli alloggi, le attrazioni e il merchandising oltre che su sponsor e spese di marketing delle diverse organizzazioni coinvolte. Se si considera che, in occasione del Sei Nazioni 2008, secondo una ricerca di RBS l’impatto economico era stato pari a 436,86 milioni di euro, si nota una crescita molto positiva del business legato al mondo della palla ovale.

MasterCard, partner ufficiale della Rugby World Cup 2011 che si terrà in Nuova Zelanda il prossimo anno, ha affidato la ricerca ad una delle istituzioni più importanti in fatto di sport business a livello internazionale, il CIBS (Centre for the International Business of Sport) con il compito di esaminare l’impatto economico del Sei Nazioni 2010 e i trend demografici a questo associati. Questa è la prima comunicazione di uno studio molto ampio che si estenderà ad altri mercati chiave – sia sviluppati che emergenti – per questo sport in tutto il mondo.

La dott.ssa Anna Semens,  ricercatrice del CIBS, sostiene: “Sebbene il rugby sia stato colpito da una  flessione in linea con gli altri sport, tutti i dati segnalano un forte e costante recupero rendendolo patrimonio dei top sport dell’emisfero nord d’Europa, attraendo tanti tifosi sia allo stadio che in TV. Il rugby è uno sport che genera nuovi tifosi perché è in grado di offrire format di gioco diversi che riescono ad essere d’appeal per settori differenti della comunità”.

La ricerca MasterCard ha inoltre sottolineato quanto il Sei Nazioni rimanga enormemente popolare in tutta Europa – e come possa essere visto come indicatore il fatto che il rugby sta emergendo con forza dalla flessione economica in atto in tutto il mondo. Per fare un esempio: il Sei Nazioni 2010 è stato seguito in tv da 125 milioni di persone nelle sei nazioni partecipanti – con una media di 8,3 milioni di persone a partita. Inoltre, 1.054.654 persone hanno assistito alle partite del 2010 incrementando le 981.963 dello scorso anno.

Prendendo ad esempio due match casalinghi del torneo 2010 dell’Inghilterra contro Galles e Irlanda, i servizi di alloggio a Twickenham  la città che ha ospitato le due partite, sono cresciuti del 60% dal 2009 al 2010; le stime indicano inoltre che la Rugby Football Union ha riempito gli 82000 posti di Twickenham per entrambi i match casalinghi dell’Inghilterra nonostante l’aumento del 2,5% del costo dei biglietti dovuto alla recente crescita delle imposte statali; il Marriot Hotel di Twickenham ha esaurito tutti i posti disponibili per entrambi i week-end.

La ricerca MasterCard evidenzia molti altri esempi relativi ai partecipanti al Sei Nazioni: in Francia la tv che detiene i diritti (France Televisions) ha rinnovato il contratto per 100 milioni di euro per i prossimi quattro anni, un incremento del 28%; in Irlanda, il merchandising ha generato introiti per circa 2,9 milioni di euro a stagione; in Galles le partite del torneo hanno raggiunto uno share televisivo del 65%.

Popolarità del trial match del venerdì sera

Mantenere un match del Sei Nazioni di venerdì sera – per il secondo anno – si è dimostrato di grande successo anche nel torneo 2010. Il match tra Galles e Francia dell’edizione 2010 è stato il secondo match più visto in fatto di spettatori TV -  stimati in 10 milioni e mezzo tra Regno Unito, Irlanda, Francia e Italia – così come in fatto di capacità del pubblico al Millennium Stadium. Il più seguito è stato Francia – Inghilterra del weekend finale, con più di 15 milioni di spettatori curiosi di vedere se la Francia avrebbe completato il “Grande Slam” di vittorie contro tutte le altre cinque nazioni.

Una fotografia della partecipazione

La ricerca MasterCard ha inoltre fatto un’analisi del tasso di crescita degli appassionati, evidenziando che più di 2 milioni e seicentomila persone ad oggi giocano a rugby in Europa. Il primato va di nuovo all’Inghilterra, dove 687.000 persone hanno giocato a rugby nel 2009, una crescita stimata intorno al 4,4% rispetto al 2007, l’anno in cui l’Inghilterra raggiunse la sua seconda finale di coppa del mondo.

Il tasso di crescita più importante nel numero dei praticanti appartiene proprio all’Italia – la new entry nel circuito del Sei Nazioni – con un incremento del 35% di chi si appassiona allo sport: 61.487 persone hanno giocato a rugby nel 2009, rispetto alle 45.376 del 2007.

Un’ottima  crescita si nota anche negli altri paesi: in Francia i “rugbisti” sono 273.084 nel 2009, con una crescita del 22% rispetto al 2007. In Irlanda, i giocatori sono 152.830 nel 2009, rispetto ai 114.627 del 2007, una crescita del 33%. 46. 324 persone hanno giocato a rugby in Galles nel 2009, rispetto ai 42.000 del 2007, con una crescita del 10%. In Scozia sono state 32.817 le persone che hanno praticato rugby nel 2009, con un incremento del 31% rispetto al 2007.

Michael Robichaud, vice presidente, Global Sponsorships, per MasterCard Worldwide, sostiene: “É molto bello vedere il rugby mostrare questa forza soprattutto in vista della coppa del mondo del 2011. MasterCard ha messo grande impegno nel rugby perché crediamo che questo sport abbia l’abilità di coinvolgere e legarsi ai suoi fan, molti dei quali sono anche possessori di carte MasterCard, in tutto il mondo. Questa ricerca sottolinea la nostra convinzione e dimostra che il rugby, oltre ad essere oggi uno sport importante, continua ad avanzare, coinvolgendo sempre più persone e nuovi mercati in tutto il mondo”.

“Le sponsorship rappresentano una componente fondamentale dell’approccio di marketing di MasterCard e siamo orgogliosi di poter aggiungere la Rugby World Cup 2011 al nostro elenco di alleanze mondiali” sostiene Paul Meulendijk, Head of Sponsorships di MasterCard Europe, “E’ eccitante vedere questa immensa popolarità del rugby, che non poteva essere dimostrata meglio che dal torneo del Sei Nazioni appena concluso qui in Europa, con un seguito di fan attenti e leali”.

Articolo inserito il marzo 26th, 2010 alle15:21 archiviato in: Eventi, Sponsorizzazioni. Il link diretto all'articolo trackback.

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