Spalletti commenta Spagna-Italia su misterperoni.it

Inserito il 22,giugno 2008

Venti anni sono passati da quando a Euro 88 l’Italia superò la Spagna. Donadoni, quella sera lì, era in campo. Ora la ritrova da avversario come ct. La Spagna ha conquistato poco come nazionale.

Vero, qualcuno la definisce “incompiuta”. Tuttavia soltanto negli ultimi anni il calcio spagnolo ha esportato campioni in giro per l’Europa. Molti sono in Inghilterra, qui hanno acquistato sapere internazionale, conoscenza dei vertici del calcio che conta.

La nazionale di Aragones vanta una rosa di giovani, tutti molti forti. La caratteristica principale è il possesso palla, la circolazione attraverso tutte le zone del campo, i movimenti precisi e funzionali. E quando meno lo si aspetta è pronta a puntare dritta la porta avversaria con due giocatori come Villa e Fernando Torres pronti a inventare chissà cosa. Certo la storia conta, ha un peso, lo stesso ct Aragones in conferenza stampa ha tirato fuori qualche paura: “La prima cosa da fare per affrontare l’Italia è dimenticare la sua storia e il suo albo d’oro”.

Come immagina, mister Spalletti, l’assetto della nazionale con le assenze forzate di Pirlo e Gattuso? In avanti crede sia confermata la presenza di Cassano al fianco di Toni, considerando che probabilmente il reparto debole degli avversari potrebbe essere proprio la difesa?
Penso che venga riproposto il 4-4-2 con il centrocampo a rombo che con la Francia ha funzionato grazie alla disponibilità ed alla maturità tattica dei ragazzi. Reputo la difesa spagnola assolutamente forte. E’ possibile semmai, che con il loro attacco stratosferico, che presenta Villa, El Nino ed il trequartista Silva, talento di sicuro avvenire, la difesa abbia presa qualche distrazione. Sarebbe un grave errore, però, ritenere Sergio Ramos, Puyol e compagni, un reparto debole e l’approccio alla gara sarebbe, conseguentemente, assai pericoloso.

Conosce molto bene Aquilani, quali sono le sue migliori caratteristiche, cosa può dare all’Italia?
E’ un centrocampista tuttofare, un giocatore tecnico. Ha grande qualità nell’accompagnare la squadra nello sviluppo offensivo. Nelle giocate di prima sulla corsa dei compagni e nel tiro da fuori ha le sue doti migliori. Oltretutto non disdegna di mettersi a disposizione della squadra per la fase difensiva.

Lo schieramento delle due squadre potrebbe somigliarsi molto, con quattro difensori, un centrocampo con un vertice basso e due punte. Come crede si affronteranno, quali saranno gli scontri più interessanti?
La Spagna nell’ultima gara ha adottato un 4-3-3. Se dovesse essere confermata questa impostazione, noi avremo la superiorità nel mezzo al campo ma in fase difensiva sarà necessario che uno dei centrocampisti si adatti a fare le chiusure in fascia dove gli spagnoli hanno una coppia per lato.

Parliamo dell’attacco spagnolo: Villa ha già dimostrato di essere un gran giocatore, Fernando Torres ancora non si è espresso al meglio. La difesa italiana come dovrà contrastare i due?
Con due giocatori estrosi e rapidi come Villa e Fernando Torres la compattezza di reparto diventa fondamentale. Dovremo, comunque, farci trovare sempre pronti ad “accorciare” per la palla sui piedi a Villa ed a “scappare” verso la porta  sul continuo sforare oltre la linea difensiva di Torres.

La Spagna è una squadra giovane, tuttavia molti giocatori militano nel campionato inglese e sono abituati a gare dure e incontri internazionali. Lei come giudica la scelta iniziale del ct spagnolo di puntare sul gruppo di giovani e lasciare a casa Raul?
E’ il massimo avere così tanti giocatori giovani con esperienza internazionale ed Aragones è stato bravo a farli “funzionare” come squadra. Lasciare a casa il capitano delle merengues è stata una scelta coraggiosa, anche perchè Raoul ha trascinato fino poco fa il Real alla vittoria della Liga.

Come mai non riesce a trovare spazio un giocatore come Fabregas?
Spagna, Italia, Portogallo, Francia sono squadre che annoverano rose di assoluto valore. Sta alla sensibilità dell’allenatore scegliere le sfumature – data la grande qualità dei calciatori a disposizione – per lo sviluppo del gioco.

E’ la serata di Toni, finalmente si sbloccherà?
Toni ha già fatto un gran lavoro in queste tre partite sia nel tradurre in appoggi i lanci della squadra, sia come conclusioni verso la porta, anche se con scarsa fortuna. Non ho dubbi: il ragazzo è in  forma e troverà presto i gol.

Articolo inserito il giugno 22nd, 2008 alle23:46 archiviato in: Interviste, Testimonial. Il link diretto all'articolo trackback.

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