Milan Workshop/2: Galliani tra bilanci, questione stadio e diritti tv coppa Uefa

E’ un Galliani a tutto tondo quello che, nel tradizionale workshop di Villasimius, ha incontrato la stampa economica. “Non posso commentare i numeri dell’ultimo periodo – ha spiegato – perché i bilanci del Milan si valutano ad anni solari.
Di certo la non partecipazione alla Champions e l’ingresso in coppa Uefa ci porterà una perdita, calcolata intorno ai 20 milioni di euro (anche se poi bisogna valutare tutta una serie di fattori come quanto si va avanti nella competizione, se si esce prima dalla Champions o si arriva in finale in Uefa; ma a parità di cammino la differenza è di 20 milioni) ma non ci sono le perdite che sento dire in giro e a dicembre tireremo le nostre somme.
Certamente dovremo stare più attenti al mercato con una precisione “chirurgica”: per ogni calciatore che entra ce ne sarà uno che esce, cercando di rafforzarci in modo da essere competitivi in campionato e senza cedere i big, che resteranno tutti con noi. Il Milan ha avuto un bilancio attivo negli ultimi due anni ed ha chiuso un 2006 estremamente positivo. Il problema del calcio è che attiene più alla sfera dei sentimenti che a quella del business, il che ti porta a spendere più di quanto la logica dorebbe per essere competitivi. Inoltre, c’è anche un problema di confronto europeo.
In Spagna, per esempio, la fiscalità è diverso rispetto all’Italia, le società mantengono il 100% degli introiti arrivando a guadagni netti di circa il 50% più dell’Italia, quindi per essere in linea con gli altri Paesi siamo costretti a pagare lordi ben più alti. Le differenze più grandi, poi, sono con l’Inghilterra.
Tre, a mio avviso, i maggiori punti di disallineamento: innanzitutto gli abbonati alla pay tv; in Inghilterra BSkyB ha il doppio di abbonati rispetto all’Italia. Secondo, avere degli stadi di proprietà. Se avessimo uno stadio come quello dell’Arsenal di nostra proprietà, senz’altro fattureremmo di più. Terzo, maggiore ricchezza del Paese, che porta gli inglesi a spendere di più e a pagare prezzi di ingresso allo stadio tre volte più cari che in Italia”.
E proprio sulla questione stadio si concentra poi l’attenzione di Galliani: “A noi piacerebbe avere uno stadio tutto nostro, ma al momento nulla si muove. Nessuna legge può imporre un comune a vendere qualcosa di sua proprietà, e San Siro è di proprietà del comune di Milano che lo cede in licenza a Milan e Inter a circa 7,5 milioni di euro. Si possono però avere licenze a costruire nuovi stadi, ma a parte la spesa di circa 300-400 miliardi, bisogna poi trovare una zona adatta a costruirlo, un’area urbanistica che valorizzi l’impianto con negozi, cinema, ecc. A noi piace molto lo stadio dello Schalke ’04 ad esempio, da quando hanno il nuovo stadio hanno migliorato la propria posizione in Europa e il big sponsor Gazpro gli ha garantito guadagni doppi rispetto a quelli che il Milan ha dai suoi sponsor. Inoltre in altri Paesi sono contenti di avere lo stadio vicino a casa, in Italia ci si lamenterebbe pr il rumore. Per lavoro ho messo in piedi tantissime antenne tv in Italia, per questo posso affermare che per il momento costruire un nuovo stadio è una mission impossible. Per aggirare l’ostacolo dovremmo militare in Premier League – dice ridendo – ma credo che i tifosi del Milan tengano a giocare le partite calde con le varie Inter, Roma, Juve, non snaturalizziamo il calcio adesso”.
Questione diritti tv: “Ho imparato quest’anno, per necessità è chiaro, che la cessione dei diritti tv della coppa Uefa avviene in due fasi: fino ai quarti di finale i club possono trattare in proprio, e il Milan è in trattative con Sky e Mediaset per vendere i propri diritti. Non so ancora se Mediaset le trasmetterà sul digitale terrestre o in chiaro, mentre per Sky non può che esserci il satellite. Dai quarti di finale in poi, è di competenza dell’Uefa, che ha già un accordo con La7, che quest’anno ha la fortuna di poter trasmettere le gare del Milan”.
Domenico Fabbricini – inviato a Villasimius (Ca)






