“Coinvolgere i giovani” a Rovereto: la vera sfida dello sport
Si è tenuto al MART di Rovereto il convegno “Coinvolgere i giovani: la vera sfida dello sport”, promosso dal Coni Provinciale di Trento ed organizzato in collaborazione con Studio Ghiretti.
Per discutere della creazione di un nuovo modello di sport per i giovani sono intervenuti il Presidente del CONI Giovanni Petrucci, il Vescovo di Fidenza Mons. Carlo Mazza, il Direttore generale della Lega Calcio Marco Brunelli ed il Presidente di Studio Ghiretti Roberto Ghiretti. Ad introdurre i lavori saranno Guglielmo Valduga, Sindaco di Rovereto. 
Giorgio Torgler, Presidente del Coni provinciale, ha presentato le attività spiegando che il convegno “nasce dal desiderio di interrogarci sui modelli eticamente sostenibili per la pratica sportiva giovanile. Vogliamo proporne di nuovi, anche in un contesto già avanzato come quello della Provincia di Trento, sia a livello di pratica che di spazi disponibili, ma che può e deve crescere nel prossimo futuro, anche grazie all’impegno del tavolo di lavoro istituito dal Coni, dalla Provincia e dal Consiglio delle Autonomie Locali”.
È stata poi la volta di Giovanni Petrucci, che ha elogiato “il modello trentino, non solo per le strutture ma anche per l’efficienza con la quale vengono fatte funzionare. Puntare sul valore educativo dello sport è la strategia per proporre un modello ancora più efficace di sport per tutti”.
Molto appassionante l’intervento di Mons. Carlo Mazza, che ha spiegato al folto pubblico che “lo sport è l’unico comportamento della vita capace di coinvolgere tutti gli aspetti di una persona, sollecitando e facendo crescere il corpo e la mente allo stesso tempo. Il modello di sport di cui dobbiamo portare testimonianza ai nostri giovani è un modello che li allontani dai mali di questa società: il pressappochismo, l’accidia, intesa come pigrizia, la noia di vivere, la solitudine da soli e quella, ben più complessa, di gruppo. In quest’ottica lo sport può rappresentare davvero un nuovo umanesimo della persona”.
Per Marco Brunelli, invece, “è importante conoscere meglio i giovani: la cosiddetta bedroom culture propone un modello sempre più sedentario e sempre meno incline a praticare sport a contatto con gli altri e con l’aria aperta. Per questo i nostri ragazzi abbandonano lo sport pur partendo da un livello di pratica, quello dei primissimi anni di età, che è ormai giunto a livelli simili a quelli dei Paesi nordeuropei e malgrado le iniziative del mondo sportivo, con il supporto di alcune aziende, che mirano ad avvicinarli a modelli di pratica destrutturata e ludica”.
“Un modello di offerta sportiva consapevole del valore educativo e preventivo che lo sport riveste nelle politiche educative della società moderna”, questa la proposta di Roberto Ghiretti. “Il sistema sportivo è entrato a far parte delle agenzie educative, assieme alla famiglia, alla ccuola ed agli enti. In quest’ottica lo sport e la moderna società sportiva devono divenire consapevoli che la vera ricchezza di cui dispongono è il tempo dei propri utenti: tempo per fare sport, ma anche tempo per educare, per trasmettere valori sani, per creare relazioni proficue sul territorio”.
A concludere gli interventi è stata l’Assessore provinciale allo sport, Marta Dalmaso, che ha spiegato come la sua Giunta “reputi fondamentale l’impegno nello sport che, in particolare in una terra a vocazione sportiva, merita di essere sostenuto al massimo anche in un momento che impone attenzioni particolari alla spesa pubblica. In quest’ottica auspico la più completa realizzazione del Protocollo Provinciale su “gioco, divertimento e sport”.
In questo contesto Studio Ghiretti ha collaborato il Coni Trento nell’organizzazione del convegno, dall’ideazione del concept al rapporto con i relatori, e seguendo le media relations dell’iniziativa.
>>>> iscriviti alla nostra newsletter settimanale gratuita <<<<


